Fattura elettronica, Sistema TS e fattura cartacea: la guida 2026 per psicologi

Fattura elettronica, Sistema TS e fattura cartacea: la guida 2026 per psicologi

Team GestAI
12/06/2026
8 min

Premessa: le regole fiscali cambiano e si interpretano. Qui trovi il quadro generale e i principi; per la tua situazione specifica il riferimento resta il tuo commercialista.

La parte amministrativa è quella cosa che, quando funziona, non si nota, e quando si inceppa ti porta via un pomeriggio. Per uno psicologo libero professionista il cuore di tutto sono due parole che vengono confuse di continuo: fattura elettronica e Sistema Tessera Sanitaria.

Vediamole a 360 gradi: perché ai pazienti la fattura resta in formato tradizionale, quando invece va in elettronico, cosa si invia al Sistema TS e qual è il processo corretto per non sbagliare.

Fattura elettronica e Sistema TS: due cose diverse (che si confondono sempre)

Partiamo dall'equivoco più comune: fattura elettronica e Sistema Tessera Sanitaria non sono la stessa cosa, e non sono nemmeno alternativi.

La fattura elettronica riguarda il come emetti la fattura: un file digitale che passa dal Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.

Il Sistema Tessera Sanitaria riguarda un'altra cosa ancora: la comunicazione delle spese sanitarie dei cittadini, quelle che poi ritrovi nella dichiarazione dei redditi precompilata (il 730).

Detto semplice: la fattura è il documento che dai al paziente; il Sistema TS è la trasmissione del dato di quella spesa allo Stato. Tenerle distinte è il primo passo per capire tutto il resto.

Perché ai pazienti la fattura non è elettronica (e dal 2026 è definitivo)

Ecco la parte che confonde di più. Le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche non si fatturano in elettronico tramite SdI. Il motivo è la tutela dei dati sanitari: farli transitare dal Sistema di Interscambio è considerato un rischio per la privacy. Quindi al paziente emetti una fattura in formato tradizionale, cartacea o PDF.

Per anni questa regola è stata prorogata di dodici mesi in dodici mesi. La novità è che dal 2026 il divieto diventa strutturale, cioè permanente: non è più una proroga a tempo. Il riferimento è il D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, che ha modificato in via strutturale l'art. 10-bis del D.L. 119/2018: dopo anni di proroghe annuali il divieto è ora a regime, e non è stata prevista alcuna proroga al 2027 (verificato a giugno 2026; per il tuo caso conferma sempre col commercialista). In pratica: la fattura al paziente resta tradizionale, e adesso lo è in modo stabile.

Quando invece la fattura va in elettronico

La fattura elettronica non sparisce: torna obbligatoria quando il destinatario non è una persona fisica. Se fatturi a un'azienda, a un ente pubblico, a una clinica o a un altro professionista — per una consulenza, una supervisione, una collaborazione, una docenza — lì vale la fattura elettronica con le regole ordinarie (i casi B2B e B2G).

Così lo stesso psicologo, nello stesso mese, può emettere fatture tradizionali ai pazienti e fatture elettroniche a un'azienda. Non è un errore: è la regola del destinatario. Capire in quale dei due casi ti trovi è già metà del lavoro.

Il Sistema Tessera Sanitaria: cosa si invia, quando e l'opposizione

Il Sistema TS raccoglie le spese sanitarie dei cittadini per la precompilata. Le prestazioni dello psicologo, essendo sanitarie, ci rientrano.

La novità 2026 è la periodicità. Fino al 2025 l'invio era semestrale, con due finestre (a fine gennaio e a fine settembre). Dal 2026 diventa annuale: le spese del 2026 si trasmettono in un'unica finestra l'anno successivo, entro fine gennaio 2027, con la possibilità di fare invii parziali durante l'anno. La data puntuale è fissata dalla normativa attuativa: verificala.

Un punto da non dimenticare: l'opposizione. Il paziente può opporsi all'invio dei dati della propria spesa al Sistema TS. Se lo fa, quella spesa non si trasmette. Conviene registrare con ordine, paziente per paziente, chi si è opposto: a fine anno ti eviti errori.

La cosa pratica più importante è una sola: con una scadenza annuale è facile arrivare al termine con dodici mesi di fatture da sistemare. Tenere tutto in ordine durante l'anno trasforma l'invio in una formalità di pochi minuti.

I calcoli che trovi su quasi ogni fattura

Su una fattura tipica di uno psicologo ricorrono alcuni elementi.

Esenzione IVA. La prestazione sanitaria è esente IVA (art. 10, c. 1, n. 18 del DPR 633/72). Attenzione: esente non vuol dire che non paghi mai l'IVA. Sui tuoi acquisti la paghi come chiunque. Esente è la prestazione di cura che rendi al paziente.

Regime forfettario. Molti, soprattutto a inizio attività, sono in forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014): in fattura si indica il regime e l'assenza di IVA.

Marca da bollo. Sulle fatture esenti o non soggette a IVA, quando l'importo supera 77,47 €, va applicata una marca da bollo da 2 €. Di prassi viene riaddebitata al paziente in fattura, riportando il numero identificativo del bollo.

Contributo ENPAP. Il contributo integrativo verso la cassa di categoria (per gli psicologi, l'ENPAP) si espone in fattura: in genere il 2%, che si aggiunge al compenso (e nel forfettario si calcola anche sul riaddebito del bollo).

Soglie e percentuali qui sopra sono quelle di riferimento, ma vanno sempre confermate: è proprio il tipo di dettaglio in cui un piccolo errore, ripetuto su tante fatture, diventa un problema.

Il processo corretto, passo per passo

Mettiamo in fila il flusso che funziona, dalla seduta all'invio annuale.

  1. Stabilisci il destinatario. Paziente persona fisica → fattura tradizionale. Azienda, ente o altro professionista → fattura elettronica via SdI.

  2. Emetti la fattura con gli elementi giusti: esenzione IVA o regime forfettario, eventuale marca da bollo sopra 77,47 €, contributo ENPAP.

  3. Consegna la fattura al paziente (cartacea o PDF) e registrala con una numerazione coerente.

  4. Raccogli la posizione sull'opposizione al Sistema TS, paziente per paziente.

  5. Durante l'anno tieni in ordine numerazione e documenti, senza salti né duplicati.

  6. Alla finestra annuale, trasmetti al Sistema TS le spese non opposte, oppure fai invii parziali durante l'anno.

Gli errori più comuni sono lo specchio di questo flusso: fattura elettronica mandata a un paziente, bollo dimenticato sopra soglia, opposizioni non tracciate, corsa all'ultimo sul Sistema TS, numerazione incoerente perché si usano strumenti che non si parlano.

Come renderlo leggero

La parte amministrativa si gestisce in tre modi: a mano, con fogli di calcolo, con un gestionale. I fogli reggono finché i pazienti sono pochi; poi ogni calcolo è manuale, ogni regola va ricordata a memoria e il rischio cresce con il numero di fatture.

Un gestionale pensato per la professione fa la differenza quando, in modo nativo: genera le fatture con i calcoli già corretti (bollo ed ENPAP inclusi), distingue da solo fattura tradizionale ed elettronica in base al destinatario, e gestisce la trasmissione al Sistema TS senza passare da portali separati. I criteri minimi per sceglierne uno: deve conoscere le regole fiscali italiane della professione, collegare la parte amministrativa alla scheda del paziente, e farti esportare i tuoi dati in ogni momento.

Lo diciamo da chi un gestionale lo produce: lo strumento toglie attrito, ma la responsabilità di cosa emetti resta tua e del tuo commercialista.

Domande frequenti

Devo emettere fattura elettronica ai miei pazienti?

No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche la fattura resta in formato tradizionale, a tutela dei dati sanitari; dal 2026 questo divieto è strutturale.

E se fatturo a un'azienda o a un ente?

Verso destinatari che non sono persone fisiche (aziende, enti pubblici, altri professionisti) la fattura elettronica segue le regole ordinarie.

Quando invio i dati al Sistema TS?

Dal 2026 la cadenza è annuale: le spese del 2026 entro fine gennaio 2027, con invii parziali possibili durante l'anno. La data puntuale va verificata su fonte ufficiale.

Un paziente può chiedere di non comparire nel Sistema TS?

Sì, esiste il diritto di opposizione. Se lo esercita, la sua spesa non va trasmessa. Conviene registrare la posizione di ciascun paziente.

Devo mettere la marca da bollo su tutte le fatture?

No. Va applicata sulle fatture esenti o non soggette a IVA quando l'importo supera 77,47 €: in quel caso il bollo è di 2 €.

Meglio un gestionale o un foglio di calcolo?

Dipende dai volumi. Con pochi pazienti un foglio può bastare; quando le fatture crescono, un gestionale che fa i calcoli e gestisce il Sistema TS riduce in modo netto tempo e rischio di errore.

In conclusione

Fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria non sono complicati in sé. Diventano pesanti quando si gestiscono con strumenti che non si parlano e regole tenute a mente una per una. Conoscere il quadro, distinguere i due piani, tenere la documentazione in ordine durante l'anno e appoggiarsi a strumenti adatti trasforma una fonte di stress in una routine di pochi minuti.

GestAI gestisce la fatturazione e l'invio al Sistema TS in modo nativo, con i calcoli della professione e il collegamento alla scheda del paziente. Dal 9 giugno 2026 si può provare con una Prova Gratuita di 15 giorni senza carta di credito, che dà accesso al pacchetto Professional. Qualunque strumento tu scelga, per la tua situazione specifica il riferimento resta il tuo commercialista.

Fonti:

https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/it/web/guest/spese-sanitarie-normativa

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/aree-tematiche/fatturazione-elettronica

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2018-10-23;119

https://www.garanteprivacy.it/temi/sanita-e-ricerca-scientifica

https://www.enpap.it